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CENTRO NAZIONALE MILIZIA DELL’IMMACOLATA presso Collegio San Bonaventura - Seraphicum Via del Serafico, 1 - 00142 Roma - Tel. 06 51503273 redazionekolbe@gmail.com
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Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. (Gv 13,34-35) Alle volte mi capita di domandarmi, camminando in mezzo alle strade delle nostre città: cosa vedono le persone quando mi guardano? Cosa posso comunicare con il mio corpo, con il mio andamento, con il mio volto, con tutta me stessa? Appartengo a Dio, appartengo all’Immacolata, desidero la santità, la felicità… ma tutte queste cose si vedono? Certo, da un primo sguardo può risultare difficile leggere tutto ciò sul mio volto, soprattutto nei giorni o momenti in cui sopravviene l’umana debolezza (e capita a tutti). Quest’anno il Papa, nel formulare il messaggio della giornata di preghiera per le vocazioni ha scelto un tema, che ci può far bene ricordarci ogni tanto. “Vocazioni e santità: Io sono una missione” Si, la mia prima missione, sono io stesso e l’attenzione a me, affinché possa essere sempre un testimone autentico. Perché se tutti siamo chiamati alla santità, allora io sono il primo a curare la mia santità, per poterne poi contagiare gli altri. Da notare che, quando Kolbe si proponeva la santità come obiettivo, diceva: “devo essere santo, quanto più grande possibile” (SK 971), non lo diceva al plurale, ma al singolare, cioè esortava se stesso alla santità. Evidentemente era ben consapevole della responsabilità personale per quanto riguarda l’adesione a Dio, di fronte al mondo e alla Chiesa. Da qui poi la vita della mia comunità, del mio movimento e la sua santità. E qui, secondo le parole di Thomas Merton, si gioca anche la nostra identità autentica. Egli disse infatti che “essere santi significa essere se stessi”. Capiamo allora quanto sia importante veramente conoscere se stessi e restare sempre a contatto con la nostra umanità. Perché la santità si forma a partire dal nostro essere persone, da quel che siamo, nell’ottica dello sguardo di Dio rivolto su di noi. Egli vede già ciò che saremo, ciò che dobbiamo essere. E questo vale anche per quello che siamo chiamati a diventare come Milizia dell’Immacolata, come membri di una concreta fraternità, ecc. In breve: il sogno di san Massimiliano sarà sempre più compiuto nella misura in cui ciascuno di noi, che nel DNA spirituale portiamo l’affidamento a Maria, sarà sempre più se stesso. Dopo vengono le relazioni, fondate sull’amore reciproco di cui ci parla Giovanni nel suo Vangelo. Saremo un richiamo alla santità, alla felicità, all’autenticità, se ci ameremo gli uni gli altri, gratuitamente, anche laddove e quando sembra che non ci siano motivi per amarci, perché i limiti umani inevitabilmente ci opprimono. Sono infatti dell’Immacolata quando prego, quando lavoro, quando mi riunisco con i miei fratelli, quando cammino per le strade, quando riposo…persino quando dormo! Devo essere me stesso in tutte queste circostanze. E se amo mio fratello così come egli è, sebbene sia senza dubbio diverso da me, alle volte persino con una diversità difficile, faticosa, allora io non solo sono una missione, ma sono parte della missione molto più grande di me. E la percepisco su di me, perché in ogni frammento della mia vita scorgo l’occasione e l’impegno di costruire la santità di tutti, di contribuire all’essere “tutto in tutti”, di Dio. La santità dunque non è affatto l’essere innalzati alla gloria degli altari. Anzi, spesso è proprio il contrario, il più delle volte è il silenzioso andare avanti nella nostra quotidianità, costruendola nell’ottica dell’amore, invitando sempre e sempre l’Immacolata ad essere con noi e per noi una stella che indica la strada. Cadendo e rialzandoci, sapendoci amati infinitamente da Dio che è l’unica sorgente di ogni santità.
Perché la vita della M.I. sia un continuo richiamo alla santità per ogni uomo
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AIUTATECI A DIFFONDERE E A SOSTENERE L'OPERA DI EVANGELIZZAZIONE DELLA SPIRITUALITA’ DI SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE IN TUTTA ITALIA E NEL MONDO.
Tutta la forza del messaggio di san Massimiliano risiede nella sua diffusione: Come il "Cavaliere dell'Immacolata" si fa promotore della missione, così il sito web diventa il "porto digitale" della testimonianza Kolbiana.
UN ANNO CON MARIA 2019
Carissimi famiglia dell’Immacolata e carissimi amici innamorati di Maria Abbiamo finalmente tra le nostre mani il prezioso libretto “Un anno con Maria” che ci accompagnerà nel cammino di fede e di preghiera in quest’anno 2019
Quest’anno sarà caratterizzato proprio dal tema “CON L'IMMACOLATA NEL CUORE DELLA CHIESA”, cominciando proprio dal milite in preghiera con, per e nella Chiesa, che con corresponsabilità vive come ci ricorda san Massimiliano “il suo dovere principale” (SK 965). Certi che la nostra preghiera trova la sua efficacia intercessione nella Vergine Immacolata, ci auguriamo di crescere tutti nella dimensione spirituale.
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DAL CENTRO REGIONALE M.I. SICILIA
RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO
DAL CENTRO REGIONALE M.I. PUGLIA
RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO
Sabato 13 ottobre 2018 presso il Centro Sociale e di Spiritualità di Bari si sono svolte le votazioni per eleggere il nuovo Presidente e il Consiglio Regionale della M.I. Puglia. L’elezione è avvenuta alla presenza della Presidente Nazionale Margherita Perchinelli , dell’Assistente Nazionale P. Mauro De Filippis Delfico e dell’assistente spirituale regionale

P. Salvatore Santomasi. Hanno votato tutti i Presidenti delle Sedi locali e gli assistenti.

Un grazie alla bella realtà di frati presenti all'evento.
Il Cosiglio è così composto: Presidente Franca Perrella (S. Agata). Vicepresidente Antonello Contillo (Lucera). Segretaria Margherita Perchinelli (Spinazzola). Consiglieri Angela Ardito (Corato), Tina Lamacchia (Barletta), Maria Sanmarchi (Missionaria di Bari). Economo Rossana Minore (Spinazzola). Si ringrazia il direttivo uscente e auguriamo un buon lavoro al nuovo Consiglio.
Domenica 7 ottobre 2018, si è tenuta l’Assemblea Elettiva per il rinnovo del Presidente e del Consiglio Regionale della M.I. di Sicilia. Il Presidente uscente Diego Torre ha presentato il suo rendiconto sulle diverse attività che si sono svolte in tutta l’isola all’insegna della collaborazione e comunione: ha concluso il suo intervento con un commosso commiato ricevendo lunghi e riconoscenti applausi per quanto ha saputo donare instancabilmente nel periodo di presidenza. Si è dato inizio alle elezioni, presiedute dall’Assistente Nazionale padre Mauro De Filippis e dalla Presidente Nazionale, Margherita Perchinelli. Padre Mauro ha auspicato una ventata di novità nell’elezione del nuovo Presidente e del Consiglio, mentre la presidente nazionale, ha manifestato il suo sentimento di fiducia sia nell’assemblea riunita, che nel futuro della vita associativa. Lo spoglio dell’urna ha proclamato Anna Maria Chiarello come Presidente Regionale, Giovanni Capobianco come Vice Presidente, e quattro Consiglieri: Mimma Cataldo, Giovanni Salamone, Maria Grazia Russo e Francesco Di Nolfo . I neo eletti hanno accettato l’incarico e ringraziato per la fiducia loro accordata.“é stata una giornata emozionante ma serena - ha affermato la neo presidente - Maria mette sempre nel cuore dei suoi militi l’entusiasmo e la volontà d’affrontare tutto con estremo abbandono! Rinnovare il consiglio della milizia non significa appropriarsi di cariche onorifiche ma sentirsi strumenti privilegiati della Santa Vergine che lavorano per la Sua gloria!”. Antonello Sciarratta
“Beato te, fra Antonio Mansi” Risuonava, tra le volte del santuario francescano-bonaventuariano della “gemma” della divina costiera, il canto:” Beato te, fra Antonio Mansi, beati voi, beati!”. Alla flebile voce di Lello, rispondeva il coro delle militi e dei militi dell’Immacolata, giunti in gran numero dalla Regione Campania per fare memoria del servo di Dio fra Antonio Mansi nel centenario della morte (31 ottobre 1918-31 ottobre 2018), cofondatore con padre Kolbe e con altri cinque confratelli del movimento mariano sparso in tutto il mondo. “Beato te, fra Antonio Mansi” Al canto seguivano le invocazioni proclamate da Silvia:” Beato te, fra Antonio Mansi, perché nella quotidiana offerta della tua vita a Maria, ti sei posto sulle orme della serva del Signore e in lei hai imparato ad essere povero, vivendo ogni situazione in un umile e fiducioso abbandono in Dio e nella sua provvidenza”. Ed ancora:” Beato te, fra Antonio Mansi, perché hai scoperto la perfetta letizia nell’afflizione, nel limite, nella debolezza, nella sofferenza fisica e morale, vissuta nell’amore e per amore”. E la guida così concludeva:” Come fra Antonio Mansi, anche noi ci affidiamo all’Immacolata con il desiderio e la volontà di essere aiutati e guidati nella docilità al Signore che vuole lavorare in noi e attraverso di noi. Lo facciamo con tutto il nostro affetto e con la forza di chi sa di essere accolto e ascoltato. Riconoscere nella nostra vita l’azione benefica di Dio, richiede, da parte nostra, una particolare e costante disponibilità, attraverso la quale sapremo lasciarci ‘condurre’ come fra Antonio”. Al canto delle litanie dei santi francescani si snodava la processione che dalla hall della biblioteca raggiungeva il santuario dove fra Antonio riposa dal novembre del 2004, dopo la lunga sosta al Verano di Roma. Sull’altare la statua dell’Immacolata che per anni aveva sostato nella cella del rettore Stefano Ignudi e che fra Massimiliano e fra Antonio più volte avevano contemplato nei colloqui spirituali con il loro padre e maestro di vita. Accanto all’altare, il bel quadro del maestro Giovanni Crabuzza, dipinto per la storica ricorrenza, su commissione del presidente dell’Accademia La Sponda, Benito Corradini. Padre Mauro De Filippis Delfico, assistente nazionale della Milizia di Maria Immacolata, spiegava e commentava la breve ma intensa vita di fra Antonio, mentre il vescovo di Aversa mons. Angelo Spinillo, concludeva l’incontro di preghiera con una profonda riflessione sugli ultimi giorni di vita di san Massimiliano Kolbe nel famigerato campo di concentramento di Auschwitz. La data centenaria della morte beata di fra Antonio avvenuta a Roma, nella sede del collegio serafico internazionale in via san Teodoro al Palatino il 31 ottobre 1918 (era nato a Londra il 9 maggio 1896 da genitori ravellesi) veniva allietata da una bella notizia: il cardinale Angelo De Donatis, Vicario di Papa Francesco per la Diocesi firmava l’editto per la causa di beatificazione e di canonizzazione di fra Antonio. La fatica di fra Raffaele Di Muro, vice postulatore della causa, consultore della congregazione per le cause dei Santi e presidente internazionale della milizia di Maria Immacolata, raggiungeva così il primo significativo traguardo. Gioiva la comunità francescana di Ravello, la Provincia dei Frati Minori Conventuali della Campania e della Basilicata, la famiglia Mansi e la comunità ecclesiale e civile ravellese che il 30 e il 31 ottobre rendevano omaggio ad uno dei figli più illustri della costiera amalfitana. La mostra “Scritti autografi” di fra Antonio Nella hall della biblioteca di san Francesco veniva inaugurata la mostra: Scritti autografi di fra Antonio Mansi a cura di fra Francesco Capobianco e Salvatore Amato. L’esposizione è stata distribuita negli espositori attraverso tre sezioni: Studi Ginnasiali e Noviziato; Temi e componimenti letterari; Corrispondenza e documenti biografici. La prima sezione raccoglie non solo le testimonianze sull’organizzazione degli studi, ma anche alcuni scritti spirituali: massime, ricordi, propositi - in cui traspare una robustezza impressionante se si considera la sua giovane età. Tra tutti spicca il suo Diario Spirituale, composto di due quaderni: il primo dal 4 dicembre 1913 al 5 maggio 1916; il secondo dal 2 giugno 1916 al 31 ottobre 1916. Nella stessa categoria di scritti va annoverato anche il quaderno dal titolo Spiritalia, in cui il Mansi si propone alcuni modi di comportamento: conversazione, diffidenza, ipocrisia, distrazioni, spirito. La presentazione della prima biografia: “Il figlio più grande” Nel pomeriggio di martedì 30, si svolgeva la presentazione del volume di fra Gianfranco Grieco: “Il figlio più grande. Vita di fra Antonio Mansi” (Editrice Miscellanea Francescana, p. 304, Roma 2018). A portare il saluto a tutti i presenti erano fra Giorgio Tufano, segretario provinciale, in rappresentanza del ministro provinciale padre Cosimo Antonino, assente per motivi istituzionali e la dott.ssa Natalia Pinto, assessore con delega ai servizi sociali, istruzione e stato civile del comune di Ravello. A parlare del libro di padre Grieco erano Salvatore Amato, storico e archivista; Angelo Scelzo, giornalista e scrittore; Benito Corradini, presidente dell’Accademia La Sponda e Luca Caruso, portavoce della Fondazione Benedetto XVI. Fra Gianfranco, spiegava le motivazioni storiche, spirituali e culturali della pubblicazione e la personalità di fra Antonio Mansi che merita di essere conosciuta, amata e divulgata. Era festa in cielo e in terra Successivamente si svolgeva la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi- Cava Tirreni. Il giorno successivo, mercoledì 31 ottobre, data centenaria della morte di fra Antonio, il provinciale padre Cosimo Antonino presiedeva la solenne concelebrazione eucaristica alla quale partecipavano i numerosi parenti di fra Antonio ed i fedeli della città di Ravello. Per la storica occasione veniva eseguito l’inno popolare al Beato Bonaventura da Potenza scritto da fra Antonio Mansi e composto per la ricorrenza centenaria da fra Gianfranco Grieco. La storica giornata si concludeva con i fuochi d’artificio. Era festa in cielo e in terra per fra Antonio Mansi! P. Gianfranco GRIECO
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