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CENTRO NAZIONALE MILIZIA DELL’IMMACOLATA presso Collegio San Bonaventura - Seraphicum Via del Serafico, 1 - 00142 Roma - Tel. 06 51503273 redazionekolbe@gmail.com
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Alcuni   perciò   Dio   li   ha   posti   nella   Chiesa   in primo   luogo   come   apostoli,   in   secondo   luogo come   profeti,   in   terzo   luogo   come   maestri; poi    vengono    i    miracoli,    poi    i    doni    di    far guarigioni,   i   doni   di   assistenza,   di   governare, delle   lingue.   Sono   forse   tutti   apostoli?   Tutti profeti?    Tutti    maestri?    Tutti    operatori    di miracoli?     Tutti     possiedono     doni     di     far guarigioni?    Tutti    parlano    lingue?    Tutti    le interpretano?   Aspirate   ai   carismi   più   grandi! E   io   vi   mostrerò   una   via   migliore   di   tutte   (1 Cor 12,28-31). Abbiamo    parlato    già    in    questi    mesi    della creatività      che      contraddistingueva      san Massimiliano    come    persona.    È    settembre, inizio   di   un   nuovo   anno   sociale,   tempo   di programmazioni   nuove,   forse   di   sogni   da   tirar   fuori   dal   cassetto.   Senz’altro   è   tempo   di   rinnovato   impegno   e   di   guardare   in   avanti   verso   il tempo   che   ci   aspetta,   sia   a   livello   della   nostra   appartenenza   alla   chiesa   che   al   mondo.   Dunque,   sembra   il   tempo   propizio   per   avvalerci ancora   una   volta   del   valore   della   capacità   di   pensare   e   di   creare.   San   Paolo,   nel   brano   riportato   sopra,   ci   suggerisce   di   farlo   in   grande. Effettivamente,   se   Kolbe   fosse   qui   con   noi,   sicuramente   ci   direbbe   che   bisogna   approfittare   al   massimo   di   tutte   le   capacità   che   ci   dona   il buon Dio, per lavorare per l’Immacolata, cioè per il Regno di Dio. Ci   viene   chiesta   una   creatività   che   trasmetta   la   forza   del   Vangelo.   Non   dunque   la   forza   del   potere,   il   mostrarci   potenti   e   visibili.   Peggio ancora,   voler   far   vedere   di   essere   più   potenti   degli   altri.   La   forza   del   Vangelo,   è   piccolezza,   è   affidamento   alla   certezza   che   abbiamo   in Dio.   È   rovesciamento   delle   logiche   del   mondo,   tra   cui   appunto   anche   la   sete   della   grandezza   e   della   visibilità.   Se   il   Vangelo   si   può riassumere   tutto   quanto   nelle   Beatitudini,   allora   sappiamo   dove   va   utilizzata   la   nostra   creatività:   al   servizio   di   questo   capovolgimento   del pensiero   dominante   in   due   sensi:   quello   che   domina   nelle   menti   degli   uomini   e   quello   che   per   sua   natura   si   assoggetta   le   persone,   come ad   esempio   qualsiasi   prova   di   estremismo,   presente   in   così   molteplici   forme   nell’oggi.   Massimiliano   conosceva   bene   queste   logiche   e ribadiva   che   solo   l’amore   può   essere   quella   forza   che   riporta   tutte   le   cose   a   loro   posto   e   che   porta   nel   mondo   la   giustizia.   Senz’altro   una cosa   indispensabile,   davanti   a   queste   necessità,   è   che   ognuno   trovi   il   proprio   posto   e   l’apporto   che   effettivamente   può   donare.   Non   tutti, come   ci   ricorda   san   Paolo,   abbiamo   gli   stessi   doni,   dunque   non   tutti   diamo   lo   stesso   apporto   alla   trasmissione   del   Vangelo.   E   Dio effettivamente non ce lo chiede. Ognuno   di   noi   è   fatto   della   propria   piccolezza   e   della   propria   piccola   forza.   Consapevoli   che   tutto   è   grazia,   da   deboli,   nominati   nelle Beatitudini,   mettiamo   dunque   a   disposizione   i   nostri   doni,   per   fare   la   nostra   piccola   parte.   Perché   sappiamo   che   la   storia   della   salvezza   è portata   avanti   da   Cristo,   ma   noi   possiamo   e   dobbiamo   cooperare   con   Lui.   Vi   è   qui   un   duplice   movimento,   allora.   Quello   di   aspirare   ai carismi più grandi e quello di lasciarsi condurre, come ci suggerisce Kolbe. Sembrano due direzioni opposte? Forse,   ma   non   lo   sono.   Probabilmente,   dovremmo   pensare   che   per   noi,   appartenenti   all’Immacolata,   il   carisma   più   grande   e   più   bello   è proprio   questo:   agire   da   strumenti   nelle   mani   di   Maria,   abbandonarci   a   Dio,   sapendo   che   sarà   Lei   a   portarci   in   alto,   nella   misura   in   cui siamo   disponibili   e   nella   misura   in   cui   sappiamo   che   questo   non   sarà   per   la   nostra   gloria   e   che   questo   non   dipende   dalle   nostre   capacità, ma   è   tutto   dono.   Perché   trasmettere   il   Vangelo   significa   dire   al   mondo   la   buona   notizia   che   Dio   si   è   incarnato:   che   le   altezze   sono   venute incontro all’uomo, che Dio si è voluto abbassare, per rendere visibili le dinamiche evangeliche. Ha   creato   il   mondo   con   la   Sua   sapienza,   l’ha   ricreato   con   la   Sua   generosità   di   offerta   suprema,   ora   chiede   a   noi   la   cooperazione   alla   Sua opera.   Per   cui   il   protagonismo   non   serve.   Serve   l’umile   riconoscimento   dei   propri   doni,   che   diventeranno   così   vie   per   la   trasmissione   del Vangelo.   Un’umiltà   creativa,   come   quella   che   si   esprime   nel   SI   di   Maria,   e   una   creatività   umile,   quella   di   Massimiliano,   sempre   obbediente al   volere   di   Dio,   sempre   alla   ricerca   della   consonanza   con   la   Parola   di   Dio.   Buona   ricerca   dunque   anche   a   tutti   noi!   E   possa   l’Immacolata concederci la grazia di trovare le “nostre frequenze di trasmissione” del Vangelo.
Perché, con la creatività di Kolbe, trasmettiamo ovunque la forza del Vangelo
Carissimi amici partiamo con la nuova rubrica che cercherà di fare luce alle vostre domande e dubbi sulla fede! Ogni quesito inviato al sacerdote sarà pubblicato ad insidacabile giudizio della redazione. Fra Vincenzo Ippolito invierà la risposta anche privatamente. In alcuni casi sarà nostra cura eliminare i riferimenti personali qualora la delicatezza dell'argomento lo richiedesse. CLICCATE SULL’ULTIMO PULSANTE IN ALTO A DESTRA
Un FRATE risponde
Sacra Scrittura  Teologia dogmatica  Teologia morale  Liturgia e pastorale  Teologia spirituale  Diritto canonico  Ordine francescano
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di Fra Vincenzo Ippolito ofm biblista
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La   comunità   francescana   di   Ravello   invita   autorità   e   popolo   a   partecipare   alle celebrazioni   promosse   per   il   centenario   della   morte   di   Fra   Antonio   Mansi   (Roma 31   ottobre   1918   –   Ravello   31   ottobre   2018)   uno   dei   figli   più   illustri   della   Costa d’Amalfi. Programma delle celebrazioni: Martedì    30    ottobre,    ore    10.30    –    Hall    della    biblioteca    di    san    Francesco: Inaugurazione   della   mostra   SCRITTI   AUTOGRAFI   di   fra   Antonio   Mansi   a   cura   di padre Francesco Capobianco e Salvatore Amato. Ore   11:   Pellegrinaggio   regionale   della   Milizia   dell’Immacolata   di   Campania   e   di Basilicata.   Incontro   di   preghiera,   davanti   alla   tomba   di   fra   Antonio,   guidato   da padre Mauro De Filippis Delfico assistente nazionale della Milizia Immacolata. Ore   16.30:   Santuario   del   Beato   Bonaventura:   presentazione   del   volume   di   padre Gianfranco    Grieco:    Il    figlio    più    grande.    Vita    di    fra    Antonio    Mansi,    Editrice Miscellanea Francescana, Roma 2018. Saluti   Padre Cosimo Antonino , ministro provinciale OFMConv. Campania e Basilicata. Avv. Salvatore Di Martino , sindaco di Ravello. Mons. Orazio Soricelli , arcivescovo di Amalfi- Cava de’ Tirreni. Interventi Salvatore Amato , storico e archivista. Angelo Scelzo , giornalista e scrittore.                       Padre Raffaele Di Muro , presidente internazionale della Milizia Immacolata, consultore della Congregazione per le cause dei Santi. Anna Maria Esposito , giornalista, inviata RaiNews24. Conclusioni:   Padre Gianfranco Grieco , giornalista e scrittore                      Ore 18:  concelebrazione eucaristica presieduta da padre Cosimo Antonino, ministro provinciale OFMConv. Mercoledì 31 ottobre , centenario della morte di fra Antonio Mansi. Ore 18:  Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Orazio Soricelli, arcivescovo di Amalfi -Cava de’ Tirreni. Saluto liturgico di padre Cosimo Antonino, ministro provinciale OFMConv.  Ore 22:  Fuochi d’artificio: festa in cielo in memoria di fra Antonio Mansi. La Provincia francescana OFMConv., Il Convento di Ravello, la Famiglia Mansi, il Comune di Ravello.                                                                                                                                                  
Storia e prospettive della Milizia dell’Immacolata nel mondo La M.I. in questi suoi  100 anni ha sempre operata su vasta scala e con efficacia. Attorno alle sedi di tutto il mondo, vi è stato sempre tutto un fiorire di iniziative, di attività, di pietà, caritative, sociali,culturali , ricreative e missionarie, sempre perché: “L’Immacolata , fosse meglio conosciuta e più amata”. Capitolo I
Sebbene   la   M.I.   sia   arrivata   in   numerose   nazioni, ci    sono    ancora    tanti    popoli    che    ancora    non conoscono   l’Immacolata. A   guardare   questa   realtà con      occhi   umani   ci   sarebbe   da   scoraggiarsi.   Ma le   parole   del   Kolbe   aprono   ciò   nonostante,   i   nostri cuori     alle     più     belle     speranze     per     il     futuro. Lasciamoci     solo     guidare     da     Lei     sempre     più perfettamente,   e   Lei   sola,   in   noi   e   attraverso   di noi,    farà    il    massimo    possibile    per    redimere    le anime,   per   conquistarle   a   Sé,   e,   attraverso   Lei,   al Cuore di Gesù. Con     l’aiuto     dell’Immacolata     possiamo     tutto”. Ricordatevi   miei   cari,   che   l’Immacolata   è   pertanto ancora   in   atto,   oggi   più   di   ieri,   perché   la   M.I.   è   un movimento    e    come    tale    deve,    in    ogni    tempo trascinare   le   masse   e   penetrare   in   tutti   gli   ordini, congregazioni   e   istituzioni   religiose.   Per   il   resto   non   dimentichiamo   le   parole   di   P. Andrasz,   riferite   dal   p.   Kolbe,   ai   suoi   Confratelli   di Niepokalanòw: "Se l’Immacolata non guarirà il mondo, nessuno riuscirà a guarirlo". Accogliendo   l’invito   del   successore   San   Francesco,   in   questi   capitoli      vi   proporremo   le   tre   fasi   del   cammino,distribuite   in   altrettanti paragrafi, della storia della M.I. Questa      avventura   meravigliosa   che   vivremo   insieme,   inizia   ufficialmente   il   suo   percorso   apostolico   il   17   ottobre   1917   e   la   sua azione   pastorale   si   sviluppa   soprattutto   in   quelle   nazioni   in   cui   operano   i   Frati   Minori   Conventuali,   anche   se   si   comprende   subito che questo movimento avrà una espansione mondiale. Descriveremo   gli   inizi   di   questa   istituzione,   evidenziandone   caratteristiche   e   finalità   di   fondo   che   sono   alla   base   della   sua esistenza.   Ovviamente   in   questa   tappa   è   presente   p.   Kolbe   ed   lui   stesso   a   scandire   i   ritmi   delle   iniziative   apostoliche.   In   seguito   ci occuperemo   del   secondo   stadio,   caratterizzato   dall’apertura   ai   laici,   prevista   da   S.   Massimiliano,   concretizzatasi   dopo   le   novità   del Concilio   Vaticano   II   e   suggellata   dal   suo   nuovo   status   di   associazione   pubblica   internazionale   di   fedeli   ricevuto   dalla   Santa   Sede. Nell’ultima   parte   di   questo   lavoro,      valuteremo   le   prospettive   della   M.I.   considerando   l’approvazione   dei   nuovi   Statuti   Generali   (25 marzo   2015)   da   parte   delle   autorità   vaticane   e   delle   rinnovate   prospettive   missionarie   che   emergono   in   modo   perentorio   dagli   atti ufficiali   di   detto   movimento   e   dalle   sollecitazioni   dal   magistero   di   Papa   Francesco.   Sullo   sfondo   di   questa   storia,   il   lettore   potrà sempre   notare   l’impronta   missionaria   di   Kolbe,   la   cui   profezia   continua   ad   essere   ancora   oggi   molto   attuale,   come   p.   Mauro   Tasca evidenzia   nella   citata   lettera   che   dice:   “Il   2016   e   il   2017   sono   particolarmente   significativi   per   quanto   concerne   l’eredità   lasciateci da   S.Massimiliano   Kolbe.   I   suddetti   anni   segnano   rispettivamente   il   75°   anniversario   del   suo   martirio   e   il   centenario   della fondazione   della   Milizia   dell’Immacolata   (M.I.).   Ritengo   importante   cogliere   tale   opportunità   per   riflettere   sull’esempio   del   martire della   carità   di Auschwitz   al   fine   di   trovare   spunti   e   motivazioni   volti   ad   arricchire   il   vissuto   del   nostro   Ordine.   La   sua   parola   e   il   suo esempio   vanno   valorizzati   ed   attualizzati   perché   ancora   oggi   possono   offrire   ai   Frati   Minori   Conventuali   nuovi   spunti   di   crescita interiore ed apostolica”.