Vangelo Lu 15,22-24:
Il
padre
disse
ai
servi:
Presto,
portate
il
vestito
migliore
e
fateglielo
indossare,
mettetegli
l’anello
al
dito
e
i
sandali
ai
piedi.
Prendete
il
vitello
grasso,
ammazzatelo,
mangiamo
e
facciamo
festa,
perché
questo
mio
figlio
era
morto
ed
è
tornato
in
vita,
era
perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Voce della Chiesa - (Evangelii gaudium 46)
“La
Chiesa
in
uscita
è
una
Chiesa
con
le
porte
aperte.
Uscire
verso
gli
altri
per
raggiungere
le
periferie
umane,
non
significa
correre
il
mondo
senza
direzione
e
senza
senso.
Molte
volte
è
meglio
rallentare
il
passo,
mettere
da
parte
l’ansia,
per
guardare
negli
occhi
e
ascoltare,
o
rinunciare
alle
urgenze
per
accompagnare
chi
è
rimasto
al
bordo
della
strada.
A
volte
è
come
il
padre
del
figlio
prodigo,
che
continua
con
le
porte
aperte
perché,
quando
tornerà,
possa entrare senza difficoltà”
San Massimiliano M. Kolbe - (SK 431)
“Da
noi
la
M.I.
non
oltrepassa
i
limiti
della
semplice
forma
di
“Pia
Unio”
ed
è
“senza
una
sede
locale”,
perciò
non
ci
sono
né
le
“sedute”,
né
le
“conferenze”
e
néppure
le
“opere
di
caritative”.
Speriamo, con l’aiuto dell’Immacolata, di istituirle in seguito”.
Riflessione:
L'immagine
di
una
Chiesa
a
porte
aperte
si
oppone
ai
cuori
chiusi.
In
questo
tempo
in
cui
la
violenza
urbana
fa
sì
che
le
case
nelle
città
erigano
grandi
muri,
e
in
cui,
tra
popoli
e
nazioni,
le
barriere
siano
sempre
maggiori,
è
una
sfida
aprire
il
cuore.
Papa
Francesco
presenta
il
Padre
misericordioso
del
Vangelo
di
Luca
come
modello
di
attesa
del
figlio
perduto.
Anche
la
Milizia
dell'Immacolata
è
chiamata
ad
essere
un
movimento
a
porte
aperte.
Non
di
porte
"dimenticate"
aperte,
ma
di
atteggiamenti di accoglienza e ricettività per coloro che passano attraverso quella porta.
San
Massimiliano
Kolbe
propose
la
preghiera
per
i
nemici
della
Santa
Chiesa.
Pregare
per
gli
avversari,
che
Kolbe
nominava
chiaramente,
è
dare
un
nome
al
figlio
prodigo, è riconoscere che è "nemico" per conto proprio, ma da parte nostra, c’è solo la preghiera nei loro confronti.
Di
fronte
alle
polarizzazioni
attuali
e
ai
conflitti
all'interno
della
Chiesa,
dobbiamo
essere
più
aperti
che
combattivi
ed
essere
misericordiosi,
a
esempio
del
Padre
del
cielo.
Ogni
gruppo
della
Milizia
dell'Immacolata
ha
le
sue
specificità,
ma,
come
se
fossero
due
polmoni,
sono
i
modelli
che
Kolbe
fondò.
La
Città
dell'Immacolata
polacca
era
una
porta
aperta
al
mondo;
produceva
grandi
contenuti,
riceveva
pellegrini,
accoglieva
i
giovani
frati,
mentre,
il
Giardino
dell'Immacolata
in
Giappone,
secondo
la citazione kolbiana di questo articolo, non aveva riunioni, né opere di carità, né sede, ma era una porta aperta all'incontro con la cultura del Giappone.
I nostri gruppi possono anche essere compresi come aperti per offrire contenuti e, o allo stesso tempo, aperti al dialogo per accogliere.
CENTRO NAZIONALE MILIZIA DELL’IMMACOLATA
presso Collegio San Bonaventura - Seraphicum
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